Una breve storia delle raccolte archeologiche comunali e del museo di arte sacra
Magistrato, erudito e dirigente ministeriale, Giocondo Pasquinangeli (Orte, 24 Aprile 1855 – Roma, 20 Agosto 1925) è una figura chiave per comprendere l’avvio delle raccolte archeologiche e storico artistiche di Orte. Sotto la sua direzione si compie un’ampia ricognizione territoriale che include il patrimonio ecclesiastico insieme a quello archeologico. I reperti marmorei raccolti da Pasquinangeli furono ricoverati in un magazzino archeologico, permettendo nel 1994 l’apertura del Museo Civico Comunale. Le principali opere d’arte ecclesiastiche, su richiesta di Pasquinangeli, vennero invece concentrate nella Cattedrale, costituendo il nucleo fondativo del futuro Museo Diocesano. Lo studioso condusse numerose ricerche d’archivio, effettuando importanti trascrizioni di documenti medioevali e della Fabbrica Ortana di Lando Leoncini (Orte 1548 – 1634), manoscritto in quattro volumi, determinante per la conoscenza della storia della città. I primi reperti raccolti da Pasquinangeli furono ricoverati nella Cattedrale di Santa Maria Assunta, costituendo il nucleo fondativo del magazzino archeologico comunale e del futuro Museo Diocesano. Negli anni Sessanta del Novecento, la storica dell’arte Luisa Mortari, in qualità di funzionario di zona della Soprintendenza alle Gallerie e le opere d’arte medioevali e moderne per il Lazio, realizza le aspirazioni di Pasquinangeli e di Roberto Massimiliani, Vescovo di Civita Castellana e Orte, costituendo il Museo d’Arte Sacra di Orte, inaugurato il 7 Aprile 1967 e ubicato nell’ex chiesa del Complesso di San Silvestro. Qui si riunirono tavole, tele, oggetti di oreficeria, mosaico, sculture lignee, tuttora visibili nella sistemazione museale che la studiosa aveva configurato.

Ma il tempo è passato. Nuove idee e nuove funzioni sono richieste al Museo. L’aggiornamento e l’integrazione delle collezioni risultano necessari, coinvolgendo anche materiali più recenti come i documentari di Pier Paolo Pasolini e il fondo fotografico di Max Hutzel oggi conservato presso il Getty Research Institute di Los Angeles.

Immagini di alcune opere conservate presso il Museo di Arte Sacra nell’attuale sede dell’ex-Chiesa di San Silvestro.
(Fotografie di Max Hutzel; le immagini digitalizzate sono state gentilmente concesse dalla Getty Research Institute a Malibu (USA), grazie al Getty’s Open Content Program)

Una proposta di missione per il futuro museo della città di Orte
Definizione ICOM dei Musei della città:

Centro di un’azione coordinata volta alla rappresentazione culturale della popolazione urbana, tramite:

  1. la celebrazione di un’identità comune, il senso delle proprie radici e la valorizzazione delle diverse comunità;
  2. l’individuazione delle risorse per le attività di sviluppo culturale della comunità con riferimento al patrimonio culturale e naturale del centro urbano e del territorio circostante;
  3. l’istituzione di un centro di coordinamento per la salvaguardia, l’incremento e la comunicazione degli sforzi artistici di tutta la popolazione.”

Partire da una definizione dell’International Council of Museums (ICOM), organismo mondiale che unisce oltre quarantamila musei e professionisti museali, è una scelta che mira a porre la cittadina di Orte in dialogo con un dibattito globale. Va sottolineato però che la definizione citata è stata elaborata nel 1994. Oggi, si è in fase di ripensamento. Si lavora per ribaltarne l’impostazione. La cittadinanza e i fruitori occasionali stanno diventando progressivamente il centro dell’esperienza museale, ne rappresentano la ragion d’essere. Sono i protagonisti della sua costruzione, gli attori principali delle sue attività.
Nasce così questo portale, che vuole raccogliere informazioni, suggerimenti, sogni, pensieri ed esperienze di tutti coloro che hanno a cuore la cultura e sentono il legame con la città.

(Testi di Maria Ida Catalano e Yvonne Mazurek)